La riforma del regno
Nel 1661 la Francia versava in una situazione fortemente critica, a causa degli sforzi che si erano resi necessari per vincere la guerra. Il regno francese attraversò in seguito un periodo in cui si prefissò di rilanciare il commercio, ridurre la pressione fiscale, arginare la corruzione.
Le riforme del settore finanziario
In questo periodo si sente la necessità di attuare una serie di riforme per la riorganizzazione interna del regno: le più urgenti furono quelle del settore finanziario. Infatti il sistema finanziario che vigeva in quell’anno non era stato in grado di arginare la corruzione e la mala amministrazione. L’espediente utilizzato, nei confronti di questo problema fu l’istituzione della chambre de justice, utilizzata per punire i finanzieri che avevano introitato guadagni illeciti. Fautore di tale riforma era stato Colbert, infatti quest’ultimo e Mazarino avevano contribuito ad accumulare ingenti ricchezze proprio durante gli anni di miseria dello stato. Colbert divenuto acerrimo rivale di Fouquet, dopo essersi ingraziato il sovrano, convinse quest’ultimo a condannarlo; sebbene egli stesso si fosse arricchito iniquamente. Ciò ebbe luogo il 5 settembre del 1661. Colbert, consolidata l’amicizia che il re nutriva per lui, si dedicò in seguito alla politica; anteponendo gli interessi commerciali a quelli agricoli, apparendo come il propugnatore di una rivoluzione amministrativa.
Le riforme del settore fiscale
Nel 1658 Fouquet aveva introdotto la riduzione della taille da 50 a 32 milioni di livres, e nel 1662 Colbert la ridusse di altri 3 milioni; ciò non solo a causa della miseria, ma perché i prestiti non potevano essere pagati sulla base di incassi inesistenti ma sulla base effettiva delle taille. Dal 1658 fino alla metà degli anni Sessanta la taille fu ridotta da 50 a 32 milioni all’anno, fino a quando nel 1678 questa,che nei primi anni del regno aveva prodotto un utile di 16 milioni, era passata a produrre un utile di 24 milioni. Altre misure vennero adottate per ridurre il debito della corona: riduzioni arbitrarie degli interessi sui prestiti della corona, recherches de noblesse, che vennero organizzate per epurare tutti i falsi nobili che reclamavano illegittimamente esenzioni fiscali. Ciò però divenne espediente di tutti coloro i quali desideravano estorcere denaro a quelle famiglie, che volevano mantenere il proprio titolo nobiliare.
Le riforme del settore amministrativo
Allo stesso tempo ci si adoperò per l’organizzazione amministrativa: Colbert agì con sistematicità nei suoi progetti di riforma; vennero promosse grandi indagini nell’economia locale, nell’attività manifatturiera, nel commercio, nelle strutture di potere e nei sistemi giudiziari locali, per mezzo dei quali si raccolsero informazioni dettagliate su uomini e famiglie importanti. Uno dei maggiori obiettivi della politica di Luigi XIV fu infatti quello di tenere sotto il proprio controllo tutte le varie province dello stato. Grande rilievo acquistò quindi la funzione degli intendenti: i quali sorvegliavano gli amministratori delle imposte nelle province a essi affidate, vigilavano al mantenimento dell’ordine, assicuravano la liquidazione dei debiti municipali e sradicavano la corruzione. Ricevettero molti altri incarichi, quali l’organizzazione degli approvvigionamenti alimentari locali in periodi di carestia. Divenuti difensori dei contadini contro gli esattori della corona, furono tuttavia severi nel reprimere i disordini che scoppiarono durante la riscossione delle tasse. Invece la politica adottata verso i parlements fu caratterizzata da un misto di durezza e compromessi diplomatici. I parlementes non godendo più di poteri amministrativi e politici, ebbero solo funzioni di corti giudiziarie; il consiglio stabilì che non fossero chiamati “corti supreme” ma “alte corti”, e alcuni dei conflitti di giurisdizione tra le corti furono affidati all’autorità del consiglio regale, infatti per enfatizzare la supremazia dell’autorità reale nel 1673, in occasione della guerra franco-olandese, alle corti fu impedito di proporre modifiche ai decreti reali.
L’ordine pubblico all’interno della Francia
La politica di Colbert così come quella di Luigi XIV mirava soprattutto a finanziare la gloria del sovrano e la sua potenza in campo internazionale, e non tendeva a un risanamento di tipo economico-sociale del paese. Infatti, durante la reggenza di Luigi XIV non mancarono deflazioni e crisi economiche. Nelle province scoppiarono moti ed insurrezioni repressi con una durezza senza precedenti, come la rivolta popolare del Boulonnais, durante la quale furono condannati mille uomini. Tuttavia Luigi XIV riuscì a mitigare la durezza della giustizia con il perdono; tutti gli uomini, tra i ventuno e i settant’anni, implicati nella rivolta, vennero graziati e solo quattrocento furono mandati al servizio della marina. Propria del governo di Luigi XIV fu la giustizia che venne applicata a livello politico durante le assise del Poitou e dell’Alvernia: infatti nel 1665 fu inviata una commissione speciale a Clermont per richiamare all’ordine i nobili e il clero a giudicare le loro illegalità. Molti nobili così fuggirono, intimoriti da questi provvedimenti, e la giustizia reale si adoperò a disonorarli con condanne in contumacia. Insieme alla restaurazione dell’ordine pubblico fu necessaria la propugnazione di un corpus giuridico; Colbert istituì così dei comitati per studiare il sistema giudiziario e promulgare nuovi decreti.
Lo sviluppo del commercio
‹‹Il commercio è il nerbo della finanza e la finanza è il nerbo della guerra››. Questa fu la convinzione di Colbert, che agì prevalentemente nell’ambito economico, al fine di attrarre capitali stranieri per aumentarne la quantità in circolazione in Francia. Per raggiungere tale scopo, il ministro adottò metodi diversi, quali la tassazione di prodotti di lusso, il miglioramento delle qualità dei beni di consumo primari e l’istituzione dei dazi sui beni introdotti da navi straniere. Egli si impegnò ad avere informazioni riguardo all’andamento economico del paese, attraverso i dati delle enquêtes degli intendenti. Cercò di aumentare la qualità dei prodotti francesi attraverso nuovi decreti legge e l’impiego di corporazioni. La politica di Colbert consisteva nell’indebolire sempre più le maggiori potenze rivali, ossia Inghilterra e Olanda, a favore di quella francese, nei confronti della quale il responsabile delle finanze mostrò un forte interesse, che è ben evidente dalla creazione di compagnie commerciali d’oltremare dedite ad incentivare le imprese in nuove aree; quest’ultime, però, ebbero breve durata. L’ostacolo principale di Colbert fu l’attaccamento da parte dei commercianti, nobili e altri gruppi alla tradizione, impedendo, in tal modo, l’approccio con qualsiasi tipo di innovazione. Nel 1669, Colbert assunse in forma ufficiale l’incarico di segretario di stato per la marina e fu da allora che si occupò di formare una flotta navale che rispecchiasse la maestosità del sovrano. Egli seppe sì ampliarla e conferirle le qualità di una notevole potenza, ma il richiamo, da parte dello stato, dei migliori marinai per la guerra contro l’Olanda causò un indebolimento del sistema. La flotta dimostrò, in ogni occasione, il suo valore, in particolar modo, contro gli spagnoli e gli olandesi, ma non trovò mai un vero appoggio da parte di Luigi XIV, che preferì condurre le guerre prevalentemente sulla terraferma.
La propaganda di Luigi XIV attraverso le arti
Nel periodo in cui regnò Luigi XIV l’arte fu posta al servizio del re. Si trattava di un’arte plasmata sulla classicità e sulla mitologia, tanto da non poter essere compresa senza una sufficiente conoscenza dei testi antichi. Sorse un’arte simbolica, ovvero un modo di comunicare attraverso delle immagini, e di conseguenza anche il sovrano fu identificato da un simbolo, il sole, che rispecchiava esattamente la personalità di un uomo ambizioso e superbo quale egli era. Altre furono le forme in cui si manifestò l’arte, quali i carrousels, ossia rappresentazioni sceniche per onorare la corte, opere letterarie, pittura, poesia, architettura e scultura. Quest’ultime due rappresentavano maggiormente lo sfarzo del sovrano e la sua duratura magnificenza. Durante il suo regno, furono molteplici gli edifici che il sovrano ordinò di costruire, tra questi, il più fastoso fu Versailles. Tra gli altri il Louvre, il castello di Marly e il Grand Trianon. Quelli che prima venivano considerati elementi di decoro o superflui divennero preponderanti in questo periodo e contribuirono a ricreare le caratteristiche del mondo antico. I giardini, ad esempio, divennero strettamente connessi al teatro, poiché iniziarono ad assumere una funzione analoga a quest’ultimo, in quanto potevano essere considerati una sorta di palcoscenico sul quale recitava e si esibiva lo stesso Luigi XIV. Significativa fu l’importanza degli specchi, che si trovavano in ogni singola stanza, basti pensare alla sala degli specchi di Versailles, e non solo, dato che persino bacini e laghi fungevano da specchi, riflettendo il cielo. Luigi XIV pretendeva di essere trattato esattamente come una vera e propria divinità, in suo onore, infatti, furono erette diverse statue raffiguranti la sua persona e furono composti racconti mitologici, in particolare da Lulli e Quinault, che elogiavano l’operato del re, esaltandone le glorie militari e la magnanimità. Anche la pittura ebbe un ruolo centrale e la figura di maggior spicco in quest’ambito fu Charles Le Brun, i cui dipinti trovarono la loro sede a Versailles, in quanto l’artista seppe accattivarsi il favore del sovrano, paragonandolo nei suoi quadri a figure maestose come quelle di Alessandro Magno, Apollo e Giove. Vennero istituite diverse accademie e con esse si sviluppò il mecenatismo, che permise al re e ai ministri di ospitare gli artisti, che componevano opere tendenti all’adulazione del sovrano e contemporaneamente fiorirono le belles-lettres che ebbero i loro maggiori esponenti in La Fontaine, Perrault, Molière e molti altri. La letteratura, sottomessa al controllo del re, andò sempre a vantaggio di quest’ultimo, consentendogli, non soltanto di accumulare maggior fama e prestigio ma anche, attraverso la pubblicazione di trattati che contrastavano la letteratura antifrancese, di garantire il primato della gloria francese. Ciò che però è necessario evidenziare è che le arti, al servizio del re e con funzione di lodare quest’ultimo, presupponevano un giudizio parziale e proprio per questo non rappresentavano effettivamente la realtà del potere politico, ma solo ciò che avrebbe messo in risalto la figura del sovrano. L’ossessione di Luigi XIV a voler far prevalere a tutti i costi la sua gloria e quella del suo regno lo condusse ad investire immani quantità di denaro, soprattutto per la costruzione di edifici.
Le riforme militari di Le Tellier e Louvois
In campo bellico Le Tellier e il figlio Louvois operarono per rendere l’esercito una macchina da guerra a tutti gli effetti. In particolare Louvois riuscì ad ottenere la stima del sovrano, accompagnandolo presso le armate e facendo temere la propria presenza. Entrambi si impegnarono a riorganizzare l’esercito attraverso numerose riforme: permettendo a coloro che avevano più esperienza di servizio di entrare a far parte dell’esercito, coinvolgendo in tal modo parte della nobiltà rurale; costituendo delle caserme per riportare all’ordine i soldati che, spesso, durante il cammino, si davano al saccheggio. Le riforme ebbero effetti considerevoli, comportando un notevole aumento del numero dei soldati. Comunque l’operato di Colbert assieme a quello di Louvois contribuì a conferire alla potenza francese un carattere maggiormente militare e teso ad ampliare i propri confini, soppiantando gli avversari.
Antonio Condorelli
Mariachiara Distefano
Serena Livoi
Sara Pellegrino
Ester Rifuggiato
Sindicazione
Niente Commento per questo post ancora...