"Posse non existere impotentia est et contra posse existere potentia est (ut per se notum). Si itaque id quod jam necessario existit, non nisi entia finita sunt, sunt ergo entia finita potentiora Ente absolute infinito atque hoc (ut per se notum) absurdum est; ergo vel nihil existit vel Ens absolute infinitum necessario etiam existit. Atqui nos vel in nobis vel in alio quod necessario existit, existimus (vide axioma 1 et propositionem 7). Ergo Ens absolute infinitum hoc est (per definitionem 6) Deus necessario existit. Q.E.D."
"Poter non-esistere
è impotenza (o difetto); al contrario poter esistere è potenza (come
per sé noto). Se dunque le cose che ora esistono necessariamente non
sono se non enti finiti, allora gli enti finiti sono più potenti
dell’Ente
assolutamente infinito; cosa evidentemente assurda. Dunque: o non
esiste nulla; oppure l’Ente assolutamente infinito esiste
necessariamente.
Ma noi esistiamo o in noi o in altro che esiste necessariamente (Ass. 1; Prop. 7). Dunque l'Ente assolutamente infinito,
cioè Dio (Def. 6), esiste necessariamente". C.D.D.
Per favore, chi ancora non ha il testo, lo scarichi da internet:
Etica
Ethica
P.S.: che vuol dire l'abbreviazione Q.E.D. alla fine della dimostrazione latina?
Per amore della verità ammetto di averlo cercato su internet, però c'è da dire anche che avevo intuito che si trattava di "Come volevasi dimostrare", poichè già altre volte mi era capitato di sentirlo alla fine di un ragionamento spinoziano. Ma non masticando molto il latino,la sigla Q.E.D era per me intraducibile senza un aiuto esterno.